giovedì 4 settembre 2014

FA BENE DIVENTARE VEGETARIANI?

Sicuramente sì. Lo dicono il buon senso, la pratica e anche una serie di studi scientifici, di cui il più definitivo si è chiuso portando a termine un’osservazione su quasi 53mila volontari durata 15 anni: una quantità imponente di dati con diverse conclusioni importanti e diverse sottolineature.

Ecco i lati positivi: giova ripeterlo, le diete vegetariane accuratamente pianificate, comprese quelle totalmente vegetariane, sono sane, nutrizionalmente adeguate e possono garantire alcuni benefici nella prevenzione e nel trattamento di determinate malattie. I vegetariani, inoltre, sembrerebbero correre meno rischi di ammalarsi di tumore rispetto a chi si nutre di carne. Tra i vegetariani, è minore il tasso di mortalità per infarto, i livelli di colesterolo LDL sono più bassi, come pure la pressione, e minore è l’insorgenza di diabete e difficilmente vanno in sovrappeso. Per stabilire se effettivamente la dieta vegetariana abbia un effetto sulla pressione arteriosa, è stata condotta una metanalisi su ben 39 lavori scientifici, pubblicati entro il 2013, una revisione sistematica e puntuale come solo un gruppo di giapponesi poteva fare (!); questo lavoro ha dato una conferma a dati che prima erano un po’ confusi e ha ribadito la significatività della risposta a una dieta vegetariana sulla pressione media, sulla minima e sulla massima.

mercoledì 27 agosto 2014

COLESTEROLO ALTO, MI METTO A DIETA?

Il colesterolo alto non dà nessun sintomo. Quindi potrebbe sembrare strano doversi curare per un problema di cui non ci si accorge. Il senso sta nel prevenire gli attacchi di angina pectoris, l’infarto cardiaco, l’ictus cerebrale e lo sviluppo di ictus minori, prevalentemente a carico di piccoli vasi. Con il colesterolo alto, tutte queste malattie arriveranno immancabilmente, limitando molto sia la durata che la qualità della vita.

Se poi all’ipercolesterolemia si aggiungono altri fattori, il rischio aumenta. I fattori aggiuntivi di rischio cardiaco sono: l'età che avanza, il sesso maschile, quello femminile dopo la menopausa, il diabete mellito, l'obesità, l'ipertensione arteriosa e il fumo, oltre naturalmente a una dieta sbilanciata e la mancanza di moto.
Gli interventi di carattere preventivo costituiscono l'approccio più efficace per contenere gli altissimi costi sociali e sanitari delle malattie cardiovascolari. Le linee-guida internazionali sottolineano con vivacità l’importanza di attuare un approccio terapeutico aggressivo – tale è l’aggettivo utilizzato nei lavori scientifici, per sottolineare l’importanza di una diagnosi precoce e l’urgenza di ristabilire valori accettabili di colesterolo nel sangue. Infatti, nonostante sia da tempo chiarissimo che l’unico modo di allontanare il rischio di un’emergenza coronarica sia proprio quello di abbassare il tasso lipidico ematico, è molto comune che tale disturbo metabolico venga sottovalutato e trattato in modo approssimativo, persino dopo un infarto. In tali casi, il supporto di un dietista, che stili un programma alimentare e ne segua il destino da vicino, è molto importante.

La terapia ipocolesterolemizzante, se ben condotta, arresta la progressione delle placche di aterosclerosi e può addirittura eliminarle. Le placche poste alla biforcazione delle carotidi e nelle arterie femorali sono le più pericolose e vengono prese come indice di rischio cardiovascolare. Il loro studio e monitoraggio avviene mediante ecografia-doppler, con lo studio del passaggio di flusso del sangue. Se nella storia della tua parentela ci sono malattie cardiovascolari o il colesterolo alto, dopo i 55 anni ti consigliamo di sottoporti a questo esame, specificando al medico che opererà il monitoraggio che ti serve conoscere “lo spessore dell’intima”. È infatti nella parete più interna delle arterie (detta appunto endotelio intimale) che le placche di colesterolo si depositano e il primo effetto è un aumento di questo spessore, che non deve superare i 9,5 millimetri e deve possibilmente rimanere entro i 6-8 millimetri (un certo inspessimento con l’avanzare dell’età è normale).

Un colesterolo basso, inoltre, diminuisce drasticamente l’insorgenza di cancro alla prostata negli uomini oltre i 55 anni.

Colesterolo alto, mi metto a dieta? Sicuramente!

Bibliografia di riferimento:
Safeer RS, Ugalat PS - Cholesterol treatment guidelines update - Am Fam Physician, 2002, Mar 1; 65(5): 871-80 - PMID: 11898959
Olsen TS et al. – Higher total serum cholesterol levels are associated with less severe strokes and lower all-cause mortality: ten-year follow-up of ischemic strokes in the Copenhagen Stroke Study - Stroke 2007; 38: 2646–51
Allen JK, Blumenthal RS, Margolis S, Young DR, Miller ER 3rd, Kelly K - Nurse case management of hypercholesterolemia in patients with coronary heart disease: results of a randomized clinical trial - Am Heart J., 2002,Oct;144(4):678-86 - PMID: 12360165
Davidsson L. et al. - Ultrasound-assessed plaque occurrence in the carotid and femoral arteries are independent predictors of cardiovascular events in middle-aged men during 10 years of follow-up – Atherosclerosis, 2010, Apr; 209(2): 469-73
Elizabeth Platz et al. - Men with Low Serum Cholesterol Have a Lower Risk of High-Grade Prostate Cancer in the Placebo Arm of the Prostate Cancer Prevention Trial - Cancer Epidemiol Biomarkers Prev, 2009 Nov; 18(11): 2807–13 (linka a )

giovedì 3 luglio 2014

UN MINERALE IMPORTANTE: LO ZINCO

C’è un oligoelemento che può fornire un piccolo aiuto per contrastare la fame, migliorare la salute e l’integrità della pelle (acne, eczemi, cicatrici, capelli) e del corpo in generale, aiutando soprattutto nel contrastare le infezioni dell’apparato respiratorio: lo zinco.

Associato alla melatonina, è in grado di aumentare la qualità del sonno. Il fabbisogno è di 15-18 mg al giorno, dosaggio da non superare, pena una difficoltà nell’assorbimento del ferro e del rame.

I cibi che contengono più zinco sono quelli ad alto contenuto proteico: carne, pesce, uova; in seconda battuta, anche i legumi, i cereali (germe di grano e muesli), i prodotti integrali, i semi di sesamo e di girasole, le noci e le mandorle, i funghi, il latte e, tra le curiosità, lo sciroppo d’acero, lo zucchero bruno e il cacao. 

I vegetariani risultano spesso carenti di zinco, soprattutto nei globuli rossi: volendo aiutarsi con degli integratori, lo zinco viene meglio assorbito se si scelgono prodotti a base di acetato di zinco, e se viene ingerito lontano da un pasto a base di fibre alimentari, da alcool e caffè, da contraccettivi orali estro-progestinici e da tetracicline (antibiotici), che ne riducono l’assorbimento. L’uso di cibo lievitato, però, consente l’assorbimento di zinco anche se ingerito con fibre (frutta e verdura). La vitamina A è un facilitatore dell’assorbimento di questo micronutriente essenziale … non tanto conosciuto e utilissimo!

Fonti:
Biol Trace Elem Res online 2008
Rondanelli M. et al. - The Effect of Melatonin, Magnesium, and Zinc on Primary Insomnia in Log-Term Care Facility Residents in Italy: A Double-Blind, Placebo-Controlled Clinical Trial – J Am Geriatr Soc, 2011, Jan; 59(1): 82-90