venerdì 11 aprile 2014

CIBO COME MEDICINA

Alimentarsi nel modo giusto è stato sempre il sistema più pratico per rimanere in salute, e l’evoluzione del nostro modo di intendere sia il benessere che la sana e corretta alimentazione è stata soggetta a parametri via via diversi nel tempo: a volte sull’onda di scoperte scientifiche, altre volte seguendo la moda, le invenzioni del momento o semplicemente lo stato d’animo in cui ci siamo trovati. 

Il gusto della buona tavola può portarci a un uso improprio dei cibi. Altre volte consideriamo il momento del pasto come un’inevitabile quanto inopportuna interruzione nella catena di impegni che abbiamo, o come un escamotage per fuggire dal luogo di lavoro e respirare un po’ di libertà. Insomma, il cibo si è rivestito e svestito più volte delle nostre esigenze, ma ha rischiato e rischia più che mai di perdere la sua vera identità.
Insieme al respiro, nutrirsi è uno dei modi di dare la giusta energia al nostro organismo, e se è necessario imparare il modo corretto di farlo quando si è in salute, a maggior ragione è necessario prestare la massima attenzione a questo aspetto quando il corpo mostra segni di sofferenza, di qualsiasi tipo si tratti.
Le malattie derivano, quasi tutte, da un rapporto alterato con l’ambiente esterno. Porre delicatezza nell’introdurre il cibo diventa un esercizio di attenzione consapevole nei confronti di noi stessi e del nostro malessere, utilizzando la medicina più antica del mondo. L’uomo e il cibo si sono infatti reciprocamente adattati, fin dall’alba dei tempi.
Il cibo è medicina anche quando stiamo bene. Varietà e colore sono un bene per l’umore, composizione e cottura un bene per l’organismo, a tutte le età. Imparare ad aver cura della bellezza, della bontà e del benessere ha ispirato medici e cuochi, in un’opera di prevenzione tanto semplice quanto inevitabile. La Natura è sapiente e fornisce cibi adatti a ogni condizione; cucinarli è solo un piacere in più, sulla via della salute.

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