mercoledì 4 giugno 2014

E' RISCHIOSO AVERE IL COLESTEROLO ALTO?

Il colesterolo depositato all’interno delle arterie (trasportato dalle LDL), se persiste a lungo, si indurisce e forma una placca (placche lipidiche dette ateromi, che caratterizzano la malattia cronica dei vasi denominata aterosclerosi). Tali placche diminuiscono il calibro dell’arteria e quindi anche il regolare rilascio di ossigeno agli organi. Infatti, come insegna la fisica dei fluidi, dove c’è una strettoia il flusso di un liquido non procede più con un moto laminare, ma con un moto turbolento e accelerato che, nel nostro caso, sommato al fatto che sulla parete dell’arteria si trova un’incrostazione, non consente il rilascio di ossigeno alle cellule di quel distretto. Il nucleo lipidico nella placca, composto di depositi tissutali morti adiposi, è anche un indice di vulnerabilità alla rottura della placca stessa: la placca si può rompere e può formarsi, sulla sua superficie, un coagulo; il coagulo può rimanere lì … oppure no e, libero nel circolo sanguigno, può andare a ostruire un piccolo vaso in distretti del corpo essenziali per la vita.
Dal punto di vista clinico, la presenza di ateromi si rende evidente con le crisi cardiache di angina, con le crisi neurologiche chiamate TIA, con la zoppìa intermittente agli arti inferiori e, negli uomini, con le difficoltà di erezione. Queste condizioni patologiche sono strettamente correlate all’ipercolesterolemia e sono il segnale di allarme di possibili prossimi infarto cardiaco e ictus cerebrale. Altre volte, invece, né l’infarto né l’ictus sono preceduti da altri segni e insorgono all’improvviso: proprio in questi casi la causa è più facilmente una rottura della placca aterosclerotica, che produce una pericolosa emorragia nei tessuti circostanti. 

Una ulteriore brutta notizia è che, nelle fasce di età dai 25 ai 45 anni, un colesterolo alto è associato a un alto rischio di insorgenza di morbo di Parkinson, mentre nella mezza età le HDL basse sono associate a una scarsa memoria, e potrebbe portare a demenza nelle fasi successive. Il colesterolo HDL si è rivelato di importanza critica per la maturazione e il mantenimento della plasticità delle sinapsi; esso può influenzare la formazione dell'amiloide, la componente principale delle placche proteiche rilevate nel cervello dei pazienti con morbo di Alzheimer. 
Il controllo delle HDL ha quindi molta importanza. Le HDL devono rappresentare almeno il 25% della frazione di colesterolo circolante. Una colesterolemia di 150 mg/dl deve prevedere, perciò, delle HDL almeno a quota 38 mg/dl. Per sicurezza, le LDL dovrebbero essere non più di 70 mg/dl, e addirittura di 50 mg/dl, in caso di pregressa coronaropatia, pregresso ictus, aterosclerosi delle arterie periferiche o delle carotidi, o anche se il livello di LDL si mantenesse alto (oltre i 125 mg/dl) nonostante la dieta. La diminuzione delle LDL rende più piccole le placche arteriose e diminuisce il rischio di attacchi cardiaci e morte.

N.B.: HDL al 30-33% con alti livelli di colesterolo totale rappresentano un’anomalia che deve far sospettare la presenza di calcoli biliari. Anche se non sono presenti sintomi, è meglio farsi prescrivere comunque un’ecografia delle vie biliari (non una lastra, perché i calcoli di colesterolo sono radiotrasparenti). Una volta confermata la presenza del calcolo (o dei calcoli), valutate con un chirurgo se eliminarli. Anche se non danno coliche, ma solo disturbi come gastrite (acidità) e gonfiore all’addome, il mio personale consiglio è quello di toglierli. Un corpo estraneo che comporta microtraumi al pancreas (contiguo alle vie biliari) potrebbe dare origine a una infiammazione cronica di quest’ultimo, suscettibile di trasformazione maligna.

Fonti:
Aronow WS. - Cholesterol 2001. Rationale for lipid-lowering in older patients with or without CAD – Geriatrics, 2001 Sep;56(9):22-5,28-30

Whitney EJ et al. - A randomized trial of a strategy for increasing high-density lipoprotein cholesterol levels: Effects on progression of coronary heart disease and clinical events - Ann Intern Med 2005;142:95-104

Wasserman BA et al. - Risk factor association with the presence of a lipid core in carotid plaque of asymptomatic individuals using high-resolution MRI: The multi-ethnic study of atherosclerosis (MESA) - Stroke 2008;39:329-35

Bayturan O et al. -  Clinical predictors of plaque progression despite very low levels of LDL - J Am Coll Cardiol 2010;55:2736-42

Cholesterol Treatment Trialists' (CTT) Collaboration et al. - Efficacy and safety of intensive LDL-cholesterol-lowering therapy: A meta-analysis of data from 170 000 participants in 26 randomised trials - Lancet 2010;376:1670-81

Wang X et al. – Tissue cholesterol content alterations in streptozotocin-induced diabetic rats – Acta pharmacologica Sinica, 2012; 33, 909-917

Kontush A, Chapman MJ – Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology - online, pubblicato il 30 giugno 2008

Le foto sono tratte da: dreamstime.com, medicalook.com, wikihow.com

Nessun commento:

Posta un commento