giovedì 4 settembre 2014

FA BENE DIVENTARE VEGETARIANI?

Sicuramente sì. Lo dicono il buon senso, la pratica e anche una serie di studi scientifici, di cui il più definitivo si è chiuso portando a termine un’osservazione su quasi 53mila volontari durata 15 anni: una quantità imponente di dati con diverse conclusioni importanti e diverse sottolineature.

Ecco i lati positivi: giova ripeterlo, le diete vegetariane accuratamente pianificate, comprese quelle totalmente vegetariane, sono sane, nutrizionalmente adeguate e possono garantire alcuni benefici nella prevenzione e nel trattamento di determinate malattie. I vegetariani, inoltre, sembrerebbero correre meno rischi di ammalarsi di tumore rispetto a chi si nutre di carne. Tra i vegetariani, è minore il tasso di mortalità per infarto, i livelli di colesterolo LDL sono più bassi, come pure la pressione, e minore è l’insorgenza di diabete e difficilmente vanno in sovrappeso. Per stabilire se effettivamente la dieta vegetariana abbia un effetto sulla pressione arteriosa, è stata condotta una metanalisi su ben 39 lavori scientifici, pubblicati entro il 2013, una revisione sistematica e puntuale come solo un gruppo di giapponesi poteva fare (!); questo lavoro ha dato una conferma a dati che prima erano un po’ confusi e ha ribadito la significatività della risposta a una dieta vegetariana sulla pressione media, sulla minima e sulla massima.

Questi regimi alimentari sono appropriati a tutte le età e in ogni fase della vita, compresi gravidanza, allattamento, età neonatale e infantile e adolescenza, senza tralasciare gli atleti. Anche le diete pienamente vegetariane possono rispondere positivamente a tutte le attuali indicazioni per i contenuti in proteine, acidi grassi n-3, ferro, iodio, calcio e vitamine D e B12.
“Vegetariano”, però, è una descrizione parziale: c’è molta variabilità tra un regime dietetico e l’altro. Alcuni intendono, con vegetarianismo, la semplice astensione dall’uso di carne, mantenendo un menù a base di pesce. Altri evitano non solo il cibo che comporta uccisione per il consumo diretto, ma anche l’uso di derivati animali, come latte, formaggi e uova: in questo caso non si tratta solo di vegetarianismo, ma anche di una precisa presa di posizione contro lo sfruttamento intensivo degli animali, che avviene al solo scopo di privilegiare l’alimentazione umana dei Paesi “ricchi”.


Sul vegetarianismo vi sono anche questioni ancora da chiarire e sottolineare. Le elenchiamo.

È chiarissima la diminuzione di tutti i tipi di tumore nei vegani, nei vegetariani e nei vegetariani che consumano pesce, ma si riscontrano invece in modo aumentato e statisticamente significativo, in tutti loro, l’insorgenza di carcinomi colon-rettali, in totale controtendenza. Ignoti i motivi.
Non è ancora precisato quale sia il modello di vegetarianismo che assicura i migliori risultati sulla diminuzione della pressione arteriosa. Si attendono nuovi studi, importanti ai fini di una corretta informazione capillare, a vantaggio della salute pubblica.

È vivamente consigliato il supporto alimentare mediante integratori per assicurare l’assorbimento di zinco, che rimane deficitario nei globuli rossi dei vegetariani. Non sottovalutare questo consiglio. 

Per sapere a cosa serve lo zinco, clicca qui.

La scelta di un giovane di diventare vegetariano va sempre attentamente discussa, con calore e vera comprensione: il suo moto d’animo compassionevole non va ostacolato, e d’altra parte è necessario che i ragazzi valutino l’impatto gustativo e organizzativo che questa scelta può avere su di loro. Le motivazioni vanno collaudate sul piano di realtà, sottolineando i benefici, anche a lungo termine, di una alimentazione che privilegia frutta, verdura, cereali e granaglie integrali, frutta a guscio, legumi e derivati della soia, fibre e sostanze fitochimiche … alla ricerca di nuove ricette, là dove nessuno è mai giunto prima o quasi. È giusto e doveroso incoraggiare un adolescente a provare nuovi ingredienti, nuove ricette e a essere avventuroso!

Il genitore accorto deve anche sapere che, a volte, la scelta vegetariana può essere invece indizio di un disordine del comportamento alimentare; uno studio mostra che questi adolescenti sono più propensi all'alimentazione compulsiva con perdita del controllo, rispetto ai non vegetariani, e hanno maggiori probabilità di intraprendere pratiche estreme per mantenere il peso. Per questo, almeno all’inizio, è necessario che tutta la famiglia prenda parte alla novità e che si cerchino insieme gli equilibri di una parte così importante della vita in comune.

Approfondimenti e fonti:
Yokoyama Y. Et al. - Vegetarian Diets and Blood Pressure. A Meta-analysis - JAMA Intern Med., 2014 Feb; 174(4): 577-587 (linka a )

Vegetarianism: The Basic Facts – American Dietetic Association 3.13

Hermann M. - Feeding Your Teen Vegetarian

ArticoloPosition of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets” - J Am Diet Assoc, 2009 Jul; 109(7): 1266-82

Robinson-O’Brien R. et al. - Adolescent and young adult vegetarianism: better dietary intake and weight outcomes but increased risk of disordered eating behaviors - J Am Diet Assoc., 2009 Apr; 109(4): 648-55

De Bortoli MC, Franciscato Cozzolino SM - Zinc and Selenium Nutritional Status in Vegetarians - Biol Trace Elem Res, 2009 Mar; Vol. 127, Iss. 3: 228-233

Adnkronos Salute, Roma, 16 marzo 2009

The American Journal of Clinical Nutrition

Associazione Vegetariana Italiana

Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana

Nessun commento:

Posta un commento